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Domande frequenti – Diritto immobiliare e contratti

Che differenza c’è tra proposta di acquisto e contratto preliminare?

Solitamente la proposta di acquisto è contenuta in un modulo prestampato dell’agenzia immobiliare e contiene la dichiarazione del compratore di voler acquistare un determinato immobile ad un determinato prezzo.

Una volta firmata la proposta d’acquisto contiene impegni vincolanti solo per l’acquirente ma il venditore resta libero di valutare anche altre offerte. Solo dopo che la proposta d’acquisto viene accettata anche dal venditore vincolerà entrambe le parti.

 

Che cos’è un contratto preliminare di compravendita?

E’ un vero e proprio contratto che obbliga le parti alla stipula di un contratto definitivo.

 

Quali sono gli elementi principali del contratto preliminare?

Il contratto preliminare deve indicare gli elementi principali della vendita quali il prezzo, l’indirizzo e una precisa descrizione (piani, stanze etc.) della casa da acquistare nonché i dati catastali e la data della stipula del contratto definitivo.

 

Che succede se è stabilito un termine lungo tra la stipula del preliminare e la stipula del contratto definitivo di compravendita?

Per garantire la massima tutela all’acquirente è opportuno che il contratto preliminare venga trascritto nei pubblici registri immobiliari.

Con la trascrizione il venditore non potrà vendere l’immobile a terze persone.

 

Che cos’è il contratto “rent to buy” letteralmente “affittare per comprare”?

E’ un contratto introdotto nel 2014 con cui il proprietario consegna fin da subito l’immobile al conduttore, il quale paga il canone di locazione. Dopo un periodo di tempo fissato nello stesso contratto il conduttore può decidere se acquistare il bene, detraendo dal prezzo una parte dei canoni di locazione già pagati.

 

Come viene stabilito il canone di locazione nel contratto “rent to buy”?

Il canone di locazione prevede due componenti: quella destinata al pagamento dell’utilizzo e quella da imputare al prezzo nel caso in cui il conduttore decida di esercitare il suo diritto all’acquisto.

 

E’ possibile trascrivere il contratto di “rent to buy”?

Si.

La trascrizione produce un effetto prenotativo a garanzia del conduttore nell’ipotesi in cui, alla scadenza del termine, decida di acquistare l’immobile.

 

Cosa succede se il conduttore, alla scadenza prevista, decide di non acquistare l’immobile?

Il conduttore dovrà restituire l’immobile al proprietario e quest’ultimo dovrà restituire al conduttore la parte della componente del canone che è stato imputato a corrispettivo della vendita secondo quanto stabilito in contratto.

 

Quando il mediatore, solitamente un’agenzia immobiliare, ha diritto alla provvigione?

L’art. 1755 c.c. stabilisce che “Il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti, se l’affare è concluso per effetto del suo intervento”.

Non ha alcuna rilevanza il fatto che le parti, successivamente, abbiano modificato le condizioni dell’accordo.

La provvigione, pertanto, spetta per il solo fatto che le parti siano state messe in contatto dal mediatore.

 

Ci sono dei casi in cui il mediatore non ha diritto alla provvigione?

Si, ad esempio, quando il mediatore ha svolto la propria attività non essendo iscritto nell’apposito albo dei mediatori.

Si consiglia di rivolgersi ad un legale di fiducia per valutare, di volta in volta, i comportamenti che potrebbero far venire meno il diritto alla provvigione del mediatore.

 

Che cos’è il contratto di appalto?

L’art. 1655 c.c. definisce il contratto di appalto come “il contratto con il quale una parte (appaltatore) assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in danaro”.

 

Quali sono gli elementi del contratto di appalto?

Nel contratto devono essere individuate, principalmente, le opere da realizzare o il servizio da fornire, il corrispettivo e la durata.

 

Cosa succede se l’appaltatore è inadempiente?

Il committente può chiedere la risoluzione giudiziale del contratto.

 

L’appaltatore è responsabile per i vizi e difformità dell’opera?

Si. Si distinguono due ipotesi: i vizi che non sono tali da rendere l’opera del tutto inadatta alla sua destinazione, oppure i vizi che sono tali da rendere l’opera inadatta alla propria funzione.

Nel primo caso l’appaltatore dovrà, alternativamente, eliminare i vizi a proprie spese o ridurre il proprio corrispettivo. Nel secondo caso, invece, il committente potrà domandare la risoluzione dell’appalto.

 

Che cos’è il contratto di subappalto?

E’ un contratto mediante il quale l’appaltatore affida ad altro soggetto la realizzazione dell’opera o del servizio originariamente pattuito. E’ ammissibile soltanto se il committente ha prestato il proprio consenso.